Il patrocinio a spese dello Stato: il reddito rilevante

L’art. 76 c. 1 DPR 115/2002 recita: “Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.766,33”. E’ stato chiarito che il reddito rilevante per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è il reddito al netto degli oneri deducibili previsti dalla disciplina fiscale (cfr. Risoluzione n. 15/E del 21/01/2008 dell’Agenzia delle Entrate e Cass Sez. III penale 23 marzo-28 aprile 2011 n. 16583).
Pertanto occorre fare riferimento non al reddito complessivo (nè a quello ISEE) ma al reddito imponibile, così determinato:

reddito complessivo
– deduzione per abitazione principale
– oneri deducibili
= reddito imponibile.

Ma rilevano anche redditi ulteriori, non inseriti nella dichiarazione dei redditi, perchè esenti irpef (ad es. la pensione di guerra e l’indennità di mobilità), tassati alla fonte (ad es. gli interessi sui conti correnti bancari o postali), soggetti ad imposta sostitutiva (ad es. gli interessi sui titoli di stato) oppure che di fatto non hanno subito alcuna imposizione (ad es. i redditi da attività illecite e da lavoro in nero).
L’art. 76 c. 3 DPR 115/2002, infatti, recita: “Ai fini della determinazione dei limiti di reddito, si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ovvero ad imposta sostitutiva”.
E’ da ritenere, infatti, che qualsiasi introito, purchè non occasionale, concorra a formare il reddito personale: “Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, per la determinazione dei limiti di reddito rilevano anche i redditi che non sono stati assoggettati ad imposte vuoi perché non rientranti nella base imponibile, vuoi perché esenti, vuoi perché di fatto non hanno subito alcuna imposizione; ne consegue che rilevano anche i redditi da attività illecite ovvero i redditi per i quali l’imposizione fiscale è stata esclusa” (ex plurimis Cassazione penale , sez. IV, sentenza 12.10.2010 n. 36362).
Ne consegue che è da valutare caso per caso la rilevanza dei singoli cespiti reddituali ai fini del superamento della soglia di ammissione al gratuito patrocinio.
All’uopo, si propone la seguente tabella riepilogativa avente ad oggetto i casi che si presentano con maggior frequenza in sede di valutazione dell’ammissibilità.

CespitiRilevanzaRiferimenti giuridici
Rendite, indennità, assegni di invalidità di lavoro (1)SIC.M. 31.5.1979 n. 29
Pensione e indennità di accompagnamento ciechi civiliSIL. 27.5.1970 n. 382 art. 34 D.P.R. 29.9.1973 n. 601
Pensione e indennità di accompagnamento per altre invalidità civili (2)NOL. 25.5.1970 n. 381 L. 30.3.1971 n. 118 L. 21.11.1988 n. 508 D.Lgs. 23.11.1988 n. 509 C.M. 1.6.1985 n. 19 prot. 8/798 R.M. 8.5.1985 prot. 8/1439 R.M. 6.6.1978 prot. 11/1117 R.M. 7.1.1976 prot. 402225 art. 34 D.P.R. 29.9.1973 n. 601 art. 24 L. 8.11.2000 n. 328
Assegno di separazione, divorzio, annullamento a favore del coniugeSIart. 155 c.c. art. 5 L. 898/70 art. 129 c.c. art. 47 c. 1 lett. i), T.U.I.R.
Assegno di separazione, divorzio, annullamento a favore dei figliNOart. 155 c.c. art. 5 L. 898/70 art. 129 c.c. art. 3 c. 3 lett. b), T.U.I.R.
Assegno di divorzio una tantum (3)NOart. 5 c. 8 L. 898/70 ord. Corte Cost. 6.12.2001 n. 383
Proventi da vendita di immobili pervenuti per successione o donazioneNOart. 81 c. 1 lett. b), T.U.I.R.
Proventi da vendita di immobili acquistati/costruiti da non più di 5 anni o non adibiti ad abitazione principaleSIart. 81 c. 1 lett. b), T.U.I.R.
Proventi da vendita di immobili acquistati/costruiti da più di 5 anni o adibiti ad abitazione principaleNOart. 81 c. 1 lett. b), T.U.I.R.
Proventi da vendita di immobili situati all’esteroSIart. 81 c. 1 lett. f) T.U.I.R.
Vincite lotterie, concorsi a premi, giochi, scommesseSIart. 81 c. 1 lett. d) T.U.I.R. art. 30 D.P.R. 29.9.1973 n. 600
Interessi percepiti da banche e poste su conti correnti, libretti e certificati di depositoSIart. 26 D.P.R. 29.9.1973 n. 600
Proventi da partecipazione a fondi d’investimentoSIart. 9 c. 2 e 3 L. 23.3.1983 n. 77
Interessi da BOT, CCT, BTPSIart. 2 D.Lgs. 1.4.1996 n. 239

 Note:

(1) Cfr. Cassazione civile Sezione I 6.3.1999 n. 1934, secondo cui “la rendita per inabilità permanente svolge la funzione di surrogare un reddito da lavoro cessato a causa dell’infortunio che ne costituisce il titolo, risolvendosi, pertanto, in una fonte di sostentamento e di introito per chi la percepisce, con la conseguenza che di essa deve tenersi conto ai fini del calcolo del reddito richiesto per accedere al patrocinio a spese dello Stato”.

(2) Cfr. Cassazione penale Sezione III 1.7.2002 n. 31591 secondo cui “in tema di gratuito patrocinio, ai fini della determinazione del reddito rilevante per l’ammissione al beneficio, non può tenersi conto di quanto percepito a titolo di indennità di accompagnamento a favore degli invalidi totali (art. 24 L. 8 novembre 2000 n. 328), in quanto tale sussidio, destinato a fare fronte ad impegni di spesa indispensabili per consentire alla persona disabile condizioni di vita compatibili con la dignità umana, non rientra nella nozione di reddito di cui all’art. 3 comma 3 L. 30 luglio 1990 n. 217”.

(3) Cfr. Cassazione civile Sezione I 12.10.1999 n. 11437 secondo cui “l’assegno di divorzio, la cui corresponsione da parte di uno dei coniugi all’altro sia stata stabilita dal tribunale, su accordo delle parti, in unica soluzione ai sensi dell’art. 5, comma 4, L. n. 898 del 1970 (e successivamente – a seguito delle modificazioni introdotte dell’art. 10 L. n. 74 del 1987 – ai sensi dell’art. 5, comma 8, della legge stessa), non è qualificabile come “reddito” imponibile ai fini i.r.pe.f. sulla base di quanto disposto dall’art. 47, comma 1, lett. f, D.P.R. n. 597 del 1973 (e, successivamente, dall’art. 47, comma 1, lett. i, D.P.R. n. 917 del 1986)”.